Diffusione del Wifi in Italia ed utilizzo della rete: siamo ancora dietro!

diffusione wifi in Italia

Il tema relativo alla diffusione del wifi in Italia va trattato con molta delicatezza in quanto deve necessariamente affrontare gli argomenti più vari sotto profili diversi.

La diffusione del wifi in un Paese è strettamente collegata, infatti, a motivazioni di natura politico – economica dovendo partire, innanzitutto, dalla volontà statale di fornire ai cittadini un servizio volto alla diffusione della cultura, dei dispositivi tecnologici e, più in generale, dell’interazione tra le persone appartenenti alla rete.

Infatti, proprio da tale collegamento tra le persone, ormai noto a tutti, è derivata la creazione di un nuovo mondo, parallelo a quello reale nel quale nasciamo, dove poter acquistare e vendere prodotti o servizi, conoscere persone, comunicare, divertirsi, ascoltare musica ecc…ecc…

Purtroppo nel nostro Paese l’evoluzione in questo senso è veramente lenta e viene soprattutto, com’è naturale che sia, dalle nuove generazioni. Ma scopriamo di più.

 

Diffusione del Wifi in Italia ed utilizzo della rete

 

Vediamo insieme subito un po’ di numeri proposti dal portale online Che Futuro. Tra parentesi, il progetto Che Futuro nasce dalla voglia di raccontare di un’Italia diversa, innovativa, che va avanti nonostante tutte le difficoltà, di start up che spingono per il progresso in un Paese schiavo del pessimismo e della cattiva formazione.

A tal proposito, e mi scuso se il discorso esula dal presente articolo, trovo che bisogni sempre credere in un cambiamento perché si tratta di un circolo vizioso (o virtuoso, a seconda delle fasi storiche): se non hai innovazione, non hai futuro e stimoli; se non hai stimoli e fiducia in un futuro migliore, non hai idee ed innovazione.

Ma il futuro siamo noi con la nostra apertura mentale al cambiamento che scaturisce proprio dalla rete: se i lavori tradizionali (avvocato, medico, commercialista ecc…) sono schiavizzanti e ormai comunissimi, perché non guardare oltre? Perché non sfruttare proprio internet, un qualcosa che sia sovranazionale?

Proprio dai portali come Che Futuro deriva una visione diversa, di chi guarda avanti e propone un Paese evoluto. Ebbene, secondo gli studi condotti, il Wifi in Italia è diffuso soprattutto nelle regioni più fortunate economicamente, come in una piramide che inizia al nord e finisce con la base, posta tristemente al sud.

Ma cosa intendiamo per Wifi? Il riferimento va, ovviamente, agli hotspot, ovvero a dei punti nei quali connettersi liberamente ad internet. Come vediamo nel grafico, la Lombardia detiene addirittura il 20% degli hotspot presenti in tutta la nazione, fino ad arrivare alla Basilicata.

Per quanto, ovviamente, le dimensioni della regione ed il numero di abitanti influiscano sul grafico, è evidente come Campania, Calabria e Sardegna dovrebbero fare di più.

La classifica muta, infatti, se rapportiamo il numero di hotspot a quello dei cittadini: il Trentino ha un hotspot ogni 880 abitanti mentre la Lombardia scende, vista da questa prospettiva, al sesto posto.

 

diffusione wifi in Italia

Diffusione del wifi pubblico in Italia tramite hotspot. Fonte: CheFuturo

Il dato complessivo che si può desumere dal grafico proposto evidenzia che il nord ha il 60% degli hotspot contro il 28% del centro ed il 12% del sud e delle isole.

 

Proposte legislative per migliorare l’attuale diffusione del Wifi in Italia?

 

Risale addirittura al 2014 la proposta del Partito Democratico in virtù della quale rendere obbligatorio il Wifi negli esercizi pubblici, ma non se ne è fatto ancora nulla.

Il discorso non è affatto da sottovalutare in quanto comporta sicuramente dei costi per gli esercenti e problemi legati alla sicurezza.

Dal canto loro, invece, gli utenti possono tutelare la propria privacy quando si connettono a reti pubbliche tramite l’utilizzo di VPN per Android o pc che oscurano la propria reale identità.

Domanda: cosa succederebbe nel caso in cui un utente, connesso alla rete di un bar, commetta attività illegali?

La risposta per fortuna non è penalizzante per l’esercente il quale, per quanto possa rivolgersi a specifici servizi per la propria tutela, non è tenuto a sorvegliare sulle attività poste in essere dagli utenti connessi alla propria rete pubblica.

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Tipi di hotspot Wifi

 

Abbiamo numerosi tipi di hotspot che vanno ad influire su altrettanti settori chiave dell’economia: così ci sono quelli derivanti dal turismo, come dalle istituzioni pubbliche o dal commercio.

Ebbene è ancor più clamoroso come l’Italia, che fa del turismo un baluardo della propria economia, sia così indietro.

Per capirlo, prendiamo come riferimento delle stime inequivocabili tratte dalla fonte “WTTC – Travel & Tourism Economic Impact 2016 Italy”.

L’impatto economico del settore turistico allargato nel 2015

  • Economia viaggi e turismo: 167,5 miliardi di euro
    (impatto dell’economia allargata del settore turistico sul Prodotto Interno Lordo)
  • Incidenza sul PIL: 10,2%
  • Occupazione turistica: 2.609.000 unità
    (occupati diretti e indiretti)
  • Incidenza sull’intera occupazione nazionale: 11,6%

 

Proprio in questi giorni sono venuto a conoscenza, per il tramite di un caro amico, di un progetto cinese finalizzato alla predisposizione di smartphone per il settore turistico – alberghiero grazie ai quali fornire agli utenti un dispositivo per risparmiare sui costi di roaming, interagire con l’albergatore ecc…

Il mondo va avanti, che l’Italia non resti indietro. In un mondo dove perfino le lampadine sono controllabili tramite smartphone per intensità e colore, è lecito aspettarsi un cambiamento.

Diffusione del Wifi in Italia ed utilizzo della rete: siamo ancora dietro! ultima modifica: 2017-02-07T19:52:54+00:00 da Giovan Giuseppe Ferrandino

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Giovan Giuseppe Ferrandino

GioFe86, trentenne sempre immerso in frenetici e costanti impegni, spesso attirato in un vortice tecnologico che parte dal PC e si conclude al fidato telefonino Android. Esperto di app marketing da dieci anni, www.tuttoapp-android.com è solo una delle sue creazioni.

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