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Google Pixel 11 Pro scende già a 1.159 euro: primo ribasso dopo appena 16 giorni

Google Pixel 11 Pro Nero ossidiana in offerta su Amazon a 1.159 euro
Google Pixel 11 Pro nella colorazione Nero ossidiana scelta per l’offerta Amazon.

Il Google Pixel 11 Pro da 256 GB in è sceso a 1.159 euro su Amazon. Sono 40 euro in meno rispetto ai 1.199 euro del debutto: uno sconto del 3% che non cambia improvvisamente fascia di prezzo allo smartphone, ma rappresenta il primo segnale interessante da quando la nuova generazione è comparsa sullo store.

Preferisco partire proprio da questo dato, senza chiamarlo “affare imperdibile”. Il grafico disponibile copre appena 16 giorni: per quasi tutto il periodo il prezzo è rimasto fermo a 1.199 euro, poi il 27 agosto è sceso a 1.159 euro. È dunque il primo minimo della brevissima cronologia Amazon, non un minimo storico maturato in mesi di mercato.

La variante selezionata è quella da 256 GB, venduta e spedita direttamente da Amazon, con disponibilità immediata al momento della verifica. Questo, su una spesa superiore ai mille euro, per me conta: resi, assistenza e tempi certi pesano più di pochi euro risparmiati affidandosi a un venditore poco conosciuto.

Da 1.199 a 1.159 euro: il primo ribasso è piccolo, ma reale

Quaranta euro, a queste cifre, non devono farci perdere il senso delle proporzioni. Il Pixel 11 Pro resta uno smartphone costoso e chi non ha urgenza potrebbe ragionevolmente attendere un taglio più profondo. Al tempo stesso, trovo significativo che Amazon abbia già rotto il prezzo di lancio: è il primo precedente utile per capire come potrebbe muoversi nelle prossime settimane.

Storico del prezzo Amazon del Google Pixel 11 Pro nei primi 16 giorni
Nei 16 giorni monitorati il Pixel 11 Pro è rimasto a 1.199 euro fino al primo ribasso a 1.159 euro.

Il confronto più utile, però, è con il Pixel 11 standard. Nella stessa giornata la versione base da 256 GB costa 957 euro, quindi il Pro richiede 202 euro in più. Non è una differenza trascurabile. Prima di scegliere guarderei la nostra guida ai migliori smartphone Google Pixel, perché il modello più recente e più costoso non è automaticamente quello più adatto a tutti.

Perché io continuerei a scegliere Android, ma non comprerei il Pro a occhi chiusi

Il mio rapporto con gli ecosistemi è piuttosto chiaro: uso Android da anni e ho provato due volte a passare a iPhone, mollando entrambe le volte dopo circa un mese perché mi mancavano troppe applicazioni e funzioni. Non sono però contrario ai prodotti Apple per principio — lavoro felicemente con il mio MacBook Pro — e proprio per questo valuto un Pixel per ciò che mi semplifica davvero, non per appartenenza a una tifoseria.

Nel lavoro quotidiano tra SEO, ottimizzazione degli e-commerce, Kineart.it e i blog che seguo, apprezzo un telefono pulito, aggiornato a lungo e capace di gestire senza esitazioni foto, documenti, analisi e comunicazioni. Il Pixel 11 Pro parte con Android 17, monta il Tensor G6 con coprocessore Titan M3 e riceverà sette anni di aggiornamenti di sistema, sicurezza e Pixel Drop. La versione da 256 GB in offerta ha 12 GB di RAM: i 16 GB sono riservati ai tagli da 512 GB e 1 TB, dettaglio che vale la pena conoscere prima dell’acquisto.

Gemini Intelligence fa risparmiare tempo?

Google mette Gemini Intelligence al centro dell’esperienza, insieme a Gemini Nano, Gemini Live, Circle to Search e strumenti come la traduzione in tempo reale. È una direzione che mi interessa, perché sperimentare strumenti capaci di migliorare il lavoro fa parte della mia quotidianità. Tuttavia, misuro l’intelligenza artificiale in minuti risparmiati e passaggi eliminati: se una funzione richiede più correzioni del lavoro manuale, smette presto di essere un vantaggio.

Chi compra soprattutto per queste funzioni può approfondire la nostra selezione dei migliori smartphone con IA integrata. Sul Pixel il vantaggio potenziale è l’integrazione profonda fra hardware, Android e servizi Google, ma disponibilità e resa delle singole funzioni possono cambiare in base alla lingua e al Paese.

Il vero motivo per spendere 202 euro in più è la fotocamera

Se dovessi giustificare personalmente la differenza rispetto al Pixel 11, partirei dal comparto fotografico. Il Pro abbina una principale da 50 MP a un’ultragrandangolare da 48 MP con Macro Focus e a un teleobiettivo da 48 MP con zoom ottico 5x e stabilizzazione. Google dichiara inoltre uno zoom di qualità ottica alle focali 0,5x, 1x, 2x, 5x e 10x, mentre il Pro Zoom arriva fino a 120x: quest’ultimo numero va interpretato come estensione computazionale, non come magia ottica.

Google Pixel 11 Pro Nero ossidiana visto davanti e dietro
La tripla fotocamera posteriore è la differenza più concreta del Pixel 11 Pro.

Nei viaggi on the road con Teresa e nostra figlia cambio spesso casa quasi ogni sera e non ho voglia di portare attrezzatura fotografica ingombrante. In quelle situazioni un teleobiettivo vero ha senso: permette di isolare un dettaglio in un borgo, fotografare da lontano o cogliere una scena familiare senza avvicinarsi e rovinarla. Non ho ancora provato questo Pixel 11 Pro, quindi non vi racconto scatti che non ho fatto; posso però dire che, sulla carta, è qui che il modello Pro costruisce il suo vantaggio più credibile.

Un top di gamma compatto, ma non propriamente leggero

Il display Super Actua da 6,3 pollici è un LTPO OLED con frequenza variabile da 1 a 120 Hz, risoluzione 1280 × 2856 pixel e luminosità di picco dichiarata fino a 3.600 nit. Le dimensioni di 152,7 × 71,9 mm lo rendono più gestibile di molti top di gamma enormi, anche se i 204 grammi impediscono di definirlo leggero. Chi condivide la mia preferenza per telefoni maneggevoli può confrontarlo con i migliori smartphone compatti del momento.

L’autonomia dichiarata supera le 30 ore grazie a una batteria tipica da 4.850 mAh. È un dato che mi interessa soprattutto quando parto da Ischia: fra aliscafo o traghetto per Napoli, aeroporto, mappe, biglietti digitali e fotografie, le giornate di viaggio iniziano presto e finiscono tardi. Google indica una ricarica fino al 55% in circa 30 minuti con un alimentatore USB-C PPS da almeno 30 W, venduto separatamente, e ricarica magnetica Pixelsnap Qi2.2 fino a 25 W.

A 1.159 euro lo comprerei?

La mia risposta è: soltanto se sfruttassi davvero teleobiettivo, display LTPO, formato relativamente compatto e sette anni di aggiornamenti. Il taglio di 40 euro è reale, la vendita diretta Amazon è rassicurante e il primo ribasso arriva molto presto; tuttavia 1.159 euro restano una cifra importante e il Pixel 11 standard, oggi a 202 euro in meno, mette il Pro sotto pressione.

Per chi vuole il miglior Pixel piccolo senza rinunciare allo zoom 5x, questa è la prima occasione per pagarlo meno del listino. Chi cerca invece il massimo rapporto qualità-prezzo farebbe bene a confrontare più alternative nella nostra guida ai migliori smartphone top di gamma e, se non ha fretta, a osservare i prossimi movimenti del prezzo.

Google Pixel 11 Pro – Smartphone Android sbloccato - Nero ossidiana, 256GB
  • Gemini Intelligence. Fai di più, facendo di meno.
  • Magic Capture immortala il momento mentre lo stai vivendo.
  • Google Pixel immortala il momento nel momento in cui lo vivi.

Giovan Giuseppe Ferrandino

Gio Ferrandino, quarantenne sempre immerso in frenetici e costanti impegni, spesso attirato in un vortice tecnologico che parte dal PC e si conclude al fidato telefonino Android. Esperto di SEO ed e-commerce (lavoro iniziato ormai quindici anni fa a tempo pieno), Tuttoapp-android.com è solo una delle sue creazioni. Techreact.it la prosecuzione dei lavori per allargare lo spettro oltre i dispositivi mobili.

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