POCO F8 Ultra recensione: Poco attacca il segmento Premium!

Da poco abbiamo salutato il lancio della famiglia POCO F7 con l’arrivo del modello standard, della versione Pro e di quella Ultra. Era la prima volta che il brand usava il suffisso “Ultra” per il modello più completo, riprendendo la nomenclatura dei top di gamma Xiaomi. Sono passati appena otto mesi dal lancio della famiglia POCO F7 e ci ritroviamo di nuovo qui per raccontarti la nostra esperienza con POCO F8 Ultra, che abbiamo provato a lungo.
Sfruttando il periodo natalizio e confermando la scelta di cicli di aggiornamento sempre più brevi, l’azienda presenta il suo nuovo top di gamma. POCO F8 Ultra arriva con il processore più potente di Qualcomm, una costruzione completamente rinnovata e l’obiettivo dichiarato di puntare con decisione al segmento premium degli smartphone.
POCO F8 Ultra, scheda tecnica
Scheda tecnica
POCO F8 Ultra
| Caratteristica | POCO F8 Ultra |
|---|---|
| Display | AMOLED a 120 Hz, 6,85 pollici (416 ppi) Risoluzione di 2.608 x 1.200 pixel HDR10+ 12 bit, 68.000.000 di colori Picco di luminosità fino a 3.500 nit (2.000 nit HBM) |
| Dimensioni e peso | 163,33 x 77,82 x 8,3 mm 220 grammi |
| Processore | Qualcomm Snapdragon 8 Elite Gen 5 |
| RAM e memoria | 12 GB di RAM e 256 GB di memoria interna 16 GB di RAM e 512 GB di memoria interna Memoria UFS 4.1 |
| Fotocamere posteriori | Principale: 50 MP, f/1.67, OIS Ultra-grandangolare: 50 MP, f/2.4 Tele periscopico: 50 MP, f/3.0, OIS, zoom ottico 5x Registrazione video fino a 8K a 30 fps, 4K a 60 fps, 1080p a 60 fps e 720p a 30 fps |
| Fotocamera frontale | 32 MP, f/2.2, 18 mm (ultra-grandangolare) |
| Batteria | 6.500 mAh PD3.0 Ricarica rapida da 100 W Ricarica wireless da 50 W Ricarica wireless inversa da 22,5 W |
| Sistema operativo | HyperOS 3, basato su Android 16 |
| Connettività | 5G, Wi‑Fi 7, Bluetooth 6, GPS, NFC Nano SIM + Nano SIM (compatibile con eSIM) Porta USB‑C standard 3.2, compatibile con DisplayPort |
| Altro | Certificazione IP68 Sensore di impronte ultrasonico e riconoscimento facciale Sistema audio 2.1 in collaborazione con Bose |
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Un nuovo livello per POCO

Il dispositivo rappresenta un salto qualitativo importante nella costruzione e nelle finiture rispetto alle generazioni precedenti. Siamo di fronte a uno smartphone decisamente più grande, con le sue 6,9 pollici di diagonale. Quando un telefono raggiunge queste dimensioni, l’uso a una mano diventa complicato e finisci per affidarti sempre più spesso a entrambe le mani.
Va detto inoltre che il dispositivo non è affatto leggero. Se Samsung e Apple hanno aperto la strada a smartphone sottilissimi e molto leggeri, POCO mantiene un approccio più tradizionale, con 220 grammi e una scocca in alluminio che dona un aspetto premium davvero riuscito.
POCO F8 Ultra è disponibile in due finiture ben distinte. Da un lato troviamo una versione nera, la classica scelta “sicura” che si adatta a tutto. Dall’altro c’è la variante Denim, molto particolare: riprende il tessuto dei jeans sulla parte posteriore ed è proprio quella che abbiamo testato nelle ultime settimane.
Avere un “jeans” sul retro è una proposta che può dividere le opinioni. Personalmente non mi dispiace, ma ho qualche dubbio sulla durabilità del materiale e sulla resistenza allo sporco. Secondo Xiaomi si tratta di una finitura studiata per sporcarsi molto meno, e in effetti è così: non si vedono impronte e i segni di sporco vengono mascherati piuttosto bene. Al tatto è gradevole.
Allo stesso tempo, dà l’impressione di essere un materiale che potrebbe deteriorarsi più facilmente nel tempo. Sudore delle mani e sporco accumulato sono fattori che possono portare la superficie a ingiallire. Una cover risolverebbe il problema, ma toglierebbe gran parte dell’originalità del design.
Inoltre, è interessante notare che POCO ha abbandonato completamente il colore giallo. Finora era il segno distintivo del brand, ma né POCO F8 Pro né POCO F8 Ultra offrono varianti in giallo.
Per quanto riguarda la robustezza, lo smartphone è dotato di certificazione IP68, che garantisce protezione contro polvere e acqua, con resistenza alle immersioni fino a un metro e mezzo di profondità per trenta minuti. Il vetro POCO Shield Glass protegge inoltre il dispositivo da urti e graffi.
Display con luci e ombre
Uno degli aspetti più discussi del POCO F8 Ultra è il suo display. Il pannello AMOLED da 6,9 pollici offre una risoluzione di 2.608 x 1.200 pixel, inferiore rispetto ai 3.200 x 1.440 pixel del modello precedente. Questa riduzione comporta una densità di pixel minore, anche se nell’uso quotidiano la differenza difficilmente sarà percepibile dalla maggior parte degli utenti. Parliamo, infatti, di freddi numeri relativi a display comunque piccolissimi (rispetto a monitor e TV per esempio).
In compenso POCO sottolinea che la tecnologia del pannello non è quella di un AMOLED tradizionale. Grazie a un trattamento specifico sui sub‑pixel, il display riesce ad aumentare luminosità e nitidezza riducendo allo stesso tempo i consumi. Il pannello raggiunge i 2.000 nit in modalità di alto brillo automatico e picchi fino a 3.500 nit su una finestra del 25%. In pratica questo significa un’ottima visibilità anche sotto il sole diretto, con un miglioramento evidente rispetto al suo predecessore.
La frequenza di aggiornamento arriva a 120 Hz. Avremmo apprezzato la tecnologia LTPO, ma bisogna farne a meno: il sistema non può variare in modo continuo la frequenza in base a ciò che stai facendo. Invece puoi scegliere tra tre opzioni: tenere i 60 Hz fissi per massimizzare l’autonomia, consentire al sistema di alternare tra 60 e 120 Hz a seconda dell’app aperta, oppure forzare i 120 Hz su tutte le app per la massima fluidità a scapito dei consumi energetici.
Il pannello offre inoltre profondità colore a 12 bit con 68 miliardi di colori, copertura completa dello spazio DCI‑P3 e frequenza di campionamento del tocco fino a 480 Hz, che può arrivare in modo istantaneo a 2.560 Hz. Sotto il display trovi anche un sensore di impronte ultrasonico che funziona davvero bene, veloce e preciso.
Audio impressionante, con l’aiuto di Bose

POCO ha puntato molto forte sul comparto audio di F8 Ultra, con una collaborazione con Bose che va oltre la semplice comparsa del logo. Il sistema di altoparlanti adotta una configurazione 2.1 rara da vedere su uno smartphone: due speaker simmetrici sulla parte superiore e inferiore del dispositivo, più un subwoofer integrato nel modulo fotocamere. È proprio su quest’ultimo che trovi il marchio Bose, a dare ulteriore credibilità al progetto.
Al di là dell’aspetto estetico, i risultati sono davvero impressionanti. Prima di tutto perché c’è un altoparlante in più rispetto alla maggior parte dei telefoni in circolazione. Ma soprattutto perché i bassi sono ben presenti e corposi, mentre le frequenze medie e alte restano nitide e pulite anche a volumi elevati.
POCO ha scelto di privilegiare la qualità e la nitidezza del suono rispetto al volume puro: una decisione azzeccata, perché è un piacere riprodurre qualsiasi contenuto multimediale direttamente dagli altoparlanti del telefono. Non manca la compatibilità con Dolby Atmos per l’audio spaziale virtualizzato. Personalmente, spero che POCO non si stacchi mai da Bose.
Nel menu audio trovi due modalità principali di effetti. Quella attiva di default è “Dinamico”, con un’equalizzazione che punta soprattutto su bassi potenti. L’alternativa è “Equilibrato”, che offre un suono più neutro e naturale. Ci sono anche profili specifici come “Voce”, pensato per enfatizzare le frequenze vocali. Come ci si aspetta su un top di gamma, è disponibile anche l’equalizzatore per regolare manualmente le diverse bande di frequenza.
POCO va all‑in sulla scheda tecnica
Il cuore di POCO F8 Ultra è lo Snapdragon 8 Elite Gen 5, costruito a 3 nanometri, il processore più avanzato di Qualcomm del momento. Integra due core principali che arrivano a 4,6 GHz e sei core di performance a 3,6 GHz, affiancati dalla GPU Adreno 840 e dal motore di intelligenza artificiale Qualcomm.
A supporto troviamo RAM LPDDR5X a 9.600 Mbps e memoria UFS 4.1, nelle varianti 12 GB + 256 GB oppure 16 GB + 512 GB. Il risultato è un livello di prestazioni semplicemente spettacolare in qualsiasi scenario di utilizzo, dal gaming al multitasking pesante.
POCO integra anche il chip VisionBoost D8, sempre a 12 nm, dedicato a migliorare l’esperienza visiva in giochi e contenuti multimediali. Questo processore si occupa di funzioni come upscaling di risoluzione, HDR dinamico e incremento della fluidità tramite interpolazione dei fotogrammi.
Particolarmente degno di nota è il comportamento nei videogiochi. Titoli molto pesanti come “Zenless Zone Zero” girano alla perfezione con tutti i parametri grafici al massimo, così come altri giochi impegnativi del calibro di “Call of Duty Mobile” o “Fortnite”.
Il sistema di raffreddamento a liquido fa sì che il telefono si scaldi pochissimo anche durante lunghe sessioni di gioco intenso. La tecnologia sfrutta una piastra in rame riempita con un gel speciale che aiuta a dissipare il calore nelle zone critiche come CPU e batteria. La novità è che la dissipazione è organizzata su più strati per migliorare il trasferimento del calore.
In orizzontale, se scorri verso destra dall’angolo superiore sinistro, si apre il pannello di gioco. Da qui con un semplice tap puoi attivare il boost prestazionale, aumentare la risoluzione tramite upscaling, aumentare il frame rate (utile quando il gioco supporta più di 60 fps, pur introducendo un minimo di input lag) o aggiungere elaborazione HDR.
HyperOS 3 arriva carico di IA



POCO F8 Ultra debutta con HyperOS 3 basato su Android 16, offrendo un’esperienza molto fluida, soprattutto quando è abbinato a una scheda tecnica così generosa. Il sistema mantiene ampie possibilità di personalizzazione, con widget aggiornati, sfondi dinamici basati su IA e un pannello impostazioni piuttosto completo.
Come spesso accade sui dispositivi Xiaomi e POCO, troviamo però diverse app preinstallate che molti definirebbero bloatware. Applicazioni come Netflix, TikTok, store alternativi di Xiaomi e strumenti che probabilmente userai poco arrivano già sulla Home, quindi è consigliabile fare una pulizia iniziale se vuoi avere un sistema più snello fin dal primo avvio.
Una peculiarità di HyperOS 3 è la funzione di interconnettività. Se hai un account Xiaomi, puoi sfruttare una serie di strumenti per controllare il tuo smartphone da altri dispositivi. Puoi, ad esempio, gestire il telefono Xiaomi da un iPhone o da un Mac, oppure vedere da questi dispositivi dove si trova il tuo smartphone Xiaomi.
HyperOS 3 porta con sé anche molte funzioni di intelligenza artificiale. Da un lato c’è Gemini e la sua integrazione nel sistema come assistente principale. Dall’altro trovi HyperAI, il layer di Xiaomi con diverse funzioni raccolte in modo ordinato nel pannello delle impostazioni.
Tra le capacità di HyperAI spicca la trascrizione vocale con IA nell’app registratore, molto utile per interviste o appunti rapidi. C’è anche una funzione di ritocco intelligente nelle foto che permette di rimuovere elementi indesiderati.
Gli sfondi dinamici generati con IA aggiungono un ulteriore livello di personalizzazione, mentre la traduzione multilingua offline rappresenta un plus interessante in viaggio, perché funziona bene anche senza connessione.
Autonomia per stare tranquilli
POCO ha fatto una scelta interessante sulla batteria. Se F7 Ultra puntava su ricarica rapida da 120 W e batteria da 5.300 mAh, F8 Ultra scende a 100 W per la ricarica cablata ma aumenta sensibilmente la capacità fino a 6.500 mAh.
L’autonomia è più che sufficiente: il telefono supera con facilità la giornata piena anche con uso intenso fatto di social, sessioni di gioco, streaming, multitasking e altro. Con un utilizzo più moderato, arrivare a un giorno e mezzo o due giorni non è complicato.
I tempi di ricarica dipendono dal caricatore che utilizzi e dal fatto che tu voglia attivare le funzioni di protezione e ottimizzazione della batteria oppure preferisca la massima velocità. Il telefono non include un caricatore in confezione, diversamente da F7 Ultra, quindi trovi solo il cavo USB‑C. Nel mio caso, usando un alimentatore da 65 W di Xiaomi e con la ricarica intelligente attiva, ho rilevato i seguenti tempi:
- 6% in 5 minuti.
- 11% in 10 minuti.
- 16% in 15 minuti.
- 50% in 50 minuti.
- 80% in 80 minuti.
- 100% in 120 minuti.
Con un caricatore compatibile da 100 W questi tempi si ridurrebbero in modo significativo. Il telefono supporta inoltre ricarica wireless fino a 50 W e ricarica wireless inversa fino a 22,5 W per alimentare altri dispositivi compatibili.
Tripla fotocamera che migliora, ma non domina
Il sistema di fotocamere di POCO F8 Ultra rappresenta un chiaro passo avanti rispetto al modello precedente; tuttavia, non raggiunge ancora il livello dei migliori camera‑phone della fascia premium. La configurazione prevede tre sensori da 50 megapixel:
- Fotocamera principale con sensore Light Fusion 950 da 1/1,31″ e apertura f/1.67 con stabilizzazione ottica (OIS)
- Tele periscopico con focale equivalente a 115 mm (zoom ottico 5x), apertura f/3.0 e OIS
- Ultra‑grandangolare con apertura f/2.4
La fotocamera principale offre scatti buoni in buone condizioni di luce. Il livello di dettaglio è elevato grazie al sensore di dimensioni generose e all’apertura che permette di gestire con agilità contesti diversi. Il rovescio della medaglia è che il processing tende a saturare troppo i colori, soprattutto rossi e verdi. I toni della pelle tendono a scolorirsi, ed è una caratteristica che non è stata completamente corretta.
La gamma dinamica mostra qualche limite nelle scene più complesse, con alte luci che si bruciano facilmente e ombre che perdono dettaglio. Il comportamento dell’HDR automatico non è sempre consistente.
Di notte o in condizioni di scarsa illuminazione, la fotocamera principale offre risultati discreti. Con illuminazione artificiale sufficiente e soggetto al centro del fotogramma, gli scatti se la cavano, ma appena si forza la sensibilità ISO compaiono rumore e perdita di definizione.
L’ultra‑grandangolare svolge il suo lavoro senza brillare: è utile per paesaggi e architettura, ma il dettaglio cala visibilmente rispetto alla principale e il processing è spesso troppo aggressivo.
Paradossalmente, la vera protagonista del comparto è il tele periscopico con zoom ottico 5x. Questo sensore aggiunge una buona dose di versatilità, permettendo di avvicinarsi ai soggetti con una qualità più che decorosa. I 50 megapixel consentono anche crop digitali fino a circa 10x con risultati ancora accettabili.
La fotocamera frontale da 32 megapixel si comporta bene nei selfie, mantiene abbastanza fedeli i toni della pelle, pur con un leggero trend verso la desaturazione. Il ritratto funziona convincentemente, separando bene il soggetto dallo sfondo.
In video, POCO F8 Ultra registra fino a 8K a 30 fps, 4K 60 fps e 1080p 60 fps. La stabilizzazione è efficace fino a circa 2,8K 30 fps; quando ci si muove in modo più brusco si percepiscono comunque alcuni piccoli scatti.
Connettività completa
POCO F8 Ultra non fa compromessi sulla connettività. Supporta reti 5G SA e NSA con un’ampia gamma di bande, offre Bluetooth 6.0 e Wi‑Fi 7, così da garantire collegamenti stabili e veloci. Grazie al chip Xiaomi T1, il telefono è compatibile anche con la comunicazione satellitare.
Naturalmente non manca NFC per i pagamenti contactless e si mantiene anche il sensore a infrarossi, sempre più raro sugli smartphone ma tipico dei modelli Xiaomi.
POCO F8 Ultra, opinione finale e voto
POCO F8 Ultra è, ad oggi, il tentativo più ambizioso del marchio di avvicinarsi in modo credibile alla vera fascia premium. In molti aspetti ci riesce: le prestazioni sono da riferimento, il sistema audio 2.1 sviluppato con Bose è spettacolare, l’autonomia è molto buona grazie alla batteria da 6.500 mAh e la costruzione rinnovata trasmette solidità e cura estetica.
Restano però alcune concessioni per mantenere il prezzo competitivo. La fotocamera, pur migliorata rispetto alle generazioni precedenti, non raggiunge i camera‑phone più forti del segmento. Inoltre, è un po’ spiazzante vedere una risoluzione inferiore rispetto al modello precedente; il brand compensa con un pannello più luminoso e una tecnologia migliorata, ma la scelta fa discutere.
Il modello con 12 GB di RAM e 256 GB di memoria parte da 549,99 euro come prezzo “speciale” di lancio; in seguito salirà a 829,99 euro. POCO è uno di quei marchi che interpreta molto bene il rapporto qualità/prezzo, e le caratteristiche chiave di F8 Ultra si apprezzano ancora di più se consideriamo che pochi telefoni offrono tutto questo nella stessa fascia di costo.
Voto finale: 8,8
- Design: 8,8
- Display: 8,6
- Prestazioni: 9,5
- Fotocamera: 8,5
- Software: 8,3
- Batteria: 9
PRO
- Prestazioni eccellenti
- Gestisce molto bene le temperature grazie alla dissipazione a liquido
- Display AMOLED molto luminoso
- Sistema audio 2.1 sviluppato con Bose davvero sopra la media
- Ottima autonomia
CONTRO
- La risoluzione è inferiore rispetto a F7 Ultra e manca la tecnologia LTPO
- La fotocamera può andare bene per molti utenti, ma resta indietro rispetto ad alcuni rivali
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Valutazione globale - 9
9
Poco F8 ULTRA, lo smartphone che fa concorrenza ai top di gamma
La ricerca del punto debole muove questa nostra recensione e, come sempre, l'hardware è incredibile, le prestazioni sono pari a quelle dei top di gamma e l'autonomia è importantissima. Da perfezionare ulteriormente fotocamera e software, ma il telefono si aggira oggi intorno ai 700 euro e possiamo dire che, per rapporto qualità - prezzo, è forse il miglior smartphone in commercio.






